Internet via satellite nella Calabria montana

internet via satellite

Lassù l’aria è fresca, la vegetazione verdissima, nei paraggi ci sono tre deliziosi laghetti dalle acque chiare dove cimentarsi con la pesca. La località, del resto, si chiama La Trota e qualcosa vorrà pur dire. Siamo in montagna (quasi, l’altitudine supera di poco i 500 metri) ma a poche decine di chilometri c’è il mar Tirreno. Siamo in Calabria nel territorio di Fagnano Castello, provincia di Cosenza, «luogo ideale per il turismo mare-monti», si legge infatti nel sito del Comune. Lassù tutto è incontaminato, al punto che non arriva neanche il telefono né internet.

Lassù c’è la Baita La Clava, locale pubblico che offre ristoro, cucina ed anche un campo di calcetto. Attività economica isolata fino alla settimana scorsa, fino a quando cioè la proprietà ha deciso di dotarsi di collegamento internet via satellite. L’installazione l’hanno realizzata Alberto e Nicola Trocini (Nicola è anche Smart Installer!) con la loro azienda Tecnologiko di Dipignano (Cosenza), attivando un profilo di abbonamento Open Sky Casa 32. E prossimamente La Clava attiverà anche la linea di telefonia VoIP, sempre con Open Sky. Per esempio, adesso sarà più facile ricevere e gestire le prenotazioni per i banchetti e per il calcetto.

Internet via satellite e digital divide estremo

Per la Baita La Clava la connessione via satellite ha rappresentato la soluzione veloce, pulita, efficace ad un problema che affligge ancora milioni di cittadini italiani. Benché i piani sulla banda larga e ultralarga e la posa della fibra siano accelerati negli ultimi mesi in maniera significativa, «fra “case sparse” e case “non interessanti” (come indicate nei bandi di gara Infratel, ndr) sono due milioni e trecentomila le abitazioni che si trovano nelle aree D, le più marginali, ma anche in quelle C, in teoria meno penalizzate, nelle sei Regioni interessate al bando Infratel per la realizzazione e la gestione di una infrastruttura a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato (totale o parziale): Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto», scrive nell’ultimo editoriale il direttore de Il Corriere delle Telecomunicazioni, Gildo Campesato. «È un digital divide estremo, – continua Campesato – che coinvolge un numero impressionante di persone, stimabile in tutta la Penisola e nelle isole in 10 milioni di case sparse con 37 milioni di persone coinvolte: più di metà della popolazione italiana».

È perciò il caso di pensare a tecnologie alternative alla fibra, è l’invito di Campesato, che assicurino ovunque e a costi accettabili la connessione internet nelle aree “facoltative”. «Si pensi, ad esempio, alle soluzioni di tipo wireless o a quelle satellitari. Avrebbero inoltre il vantaggio di assicurare tempi di realizzazione in linea con le scadenze temporali di Agenda 2020». A Baita La Clava non hanno atteso oltre.